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Se avete programmato le vacanze di Pasqua 2010, magari con un bel viaggio in macchina, vi toccherà scucire qualche euro in più per fare il pieno. Da qualche anno, infatti, ogni volta che c'è un ponte, il Natale, l'esodo estivo o la Pasqua, i prezzi della benzina alla pompa si surriscaldano con puntualità svizzera andando ad ingrassare le casse delle compagnie petrolifere che per ogni centesimo in più su benzina e gasolio ogni mese incassano parecchi milioni di euro "extra". Ma questi aumenti sono "dettati" e causati dal mercato, dal prezzo del petrolio e/o dal cambio euro dollaro, oppure è speculazione pura finalizzata ad incassare di più proprio quando gli italiani si mettono in vacanza? Ebbene, dati alla mano, la Federconsumatori e l'Adusbef spiegano come le speculazioni in vista delle vacanze di Pasqua siano tali che rispetto ai prezzi in Europa in Italia ci sono 4-5 centesimi di euro di troppo al litro che significano milioni di euro mese per le compagnie petrolifere, ed un salasso annuo per gli automobilisti che arriva fino a ben 330 euro in più per la benzina, e quasi 280 euro per chi ha una macchina a gasolio. Come risolvere questa situazione?
Ebbene, le due Associazioni, tra l'altro, chiedono che i prezzi dei carburanti vengano fissati su base periodica, diciamo mensile, così come avviene allo stesso modo per i prezzi del gas e della luce. Altrimenti, e oramai non è una novità, appena una compagnia petrolifera alza i prezzi le altre le corrono subito dietro.
Immagine tratta da: diariodelweb.it