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L'Ufficio Studi della Confcommercio è arrivata alla conclusione che tagliando di un terzo i costi della politica si può ridurre di un punto percentuale l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).
Ogni anno gli italiani, procapite, pagano all'incirca 150 euro per tenere in piedi la politica. A rilevarlo con uno studio è stata la Confcommercio nel precisare come in media tale spesa ammonti a 350 euro annui a nucleo familiare o, se volete, la bellezza di 9 miliardi di euro. Ragion per cui, riducendo di un terzo questa rappresentanza si potrebbero risparmiare tantissimi soldi, tanti quanti ne servirebbero per dare ossigeno alle famiglie ed ai piccoli imprenditori attraverso un alleggerimento della pressione fiscale. Nel dettaglio, l'Ufficio Studi della Confcommercio è arrivata alla conclusione che tagliando di un terzo i costi della politica si può ridurre di un punto percentuale l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).
Anche per l'Associazione dei commercianti il taglio dei costi della politica rappresenta l'esempio per poi andare a chiedere sacrifici ai cittadini. E non solo visto che secondo la Confcommercio i taglio dei costi della rappresentanza politica rappresenta e costituisce una "funzione determinante per formare la fiducia, il senso civico e le aspettative dei cittadini".