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Sono i beni a maggiore frequenza di acquisto che oramai da tempo fanno registrare rincari incontrollati su cui aleggia il sospetto di una speculazione visto che è strano che i rincari si registrino in concomitanza con il persistente taglio dei consumi da parte delle famiglie.
L'aumento dell'aliquota Iva ordinaria, dal 20% al 21%, è scattato il 17 settembre del 2011, ma gli effetti si sono fatti sentire il mese scorso. Basti pensare che, stando ai dati preliminari comunicati dall'Istat, nello scorso ottobre l'inflazione su base annua è balzata ampiamente sopra la soglia critica del 3%. Siamo arrivati al 3,4%, ed ancora mancano due mesi per la conclusione di un 2011 che è stato orribile dal fronte del carovita e della perdita del potere d'acquisto delle famiglie anche "grazie" alle due mega manovre finanziarie estive. Secondo quanto messo in risalto dal Codacons, di questo passo dal fronte dei consumi il Natale 2011 rischia di essere gelido, ragion per cui è necessario agire dal fronte delle tariffe e dei prezzi bloccandoli a partire da quelli applicati su beni di prima necessità.
Sono infatti proprio i beni a maggiore frequenza di acquisto che oramai da tempo fanno registrare rincari incontrollati su cui aleggia il sospetto di una speculazione visto che è strano che i rincari si registrino in concomitanza con il persistente taglio dei consumi da parte delle famiglie.