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Chi negli anni scorsi, spesso qualche decennio fa, si è messo a riposo prendendo la cosiddetta "pensione baby", ha generato a carico dello Stato una spesa pubblica pari alla bellezza di 163,5 miliardi di euro. A rivelarlo è un Rapporto della Confartigianato.
Chi negli anni scorsi, spesso qualche decennio fa, si è messo a riposo prendendo la cosiddetta "pensione baby", ha generato a carico dello Stato una spesa pubblica pari alla bellezza di 163,5 miliardi di euro. A rivelarlo è un Rapporto della Confartigianato da cui è emerso come trattasi di una sorta di tassa che, divisa per i quasi 25 milioni di lavoratori italiani, è pari a ben 6.630 euro pro capite. Sono persone che negli anni passati hanno colto palla al balzo, in quanto la Legge lo consentiva, per andare in pensione anche con meno di 50 anni di età; ed ora, a conti fatti, il sistema Paese agli occhi dell'Europa ne paga il conto, salatissimo visto che da qualche mese a questa parte a dettare la politica economica e fiscale italiana sono "altri". Confartigianato con il Rapporto è andato oltre, precisando come il 78,6% di queste pensioni venga erogato dall'Inpdap, mentre il restante 21,4% viene pagato dall'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps).
Col senno di poi possiamo dire che i Governi del passato, permettendo i pensionamenti anticipati, sono stati nel complesso poco previdenti visto che ora la coperta è corta, cortissima, e per mettere a punto un Decreto Sviluppo degno di questo nome, eper trovare un'adeguata copertura finanziaria, occorrerà inventarsi qualcosa. Oppure puntare sulle cosiddette misure a costo zero i cui effetti, se ci saranno, potranno essere solo di medio e di lungo periodo, di certo non nel 2013 quando il Bilancio dello Stato dovrà andare in pareggio come promesso a tutto il mondo industrializzato.