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La liberalizzazione del settore dei carburanti, con misura chiaramente efficaci, sarebbe un toccasana per le famiglie e per le imprese che potrebbero ridurre i costi fissi per i prodotti energetici.
In Italia, almeno sulla carta, dovrebbe finalmente partite l'iter per la liberalizzazione nel nostro Paese del comparto dei carburanti. Questo almeno stando ad una delle misure contenute nella oramai arcinota lettera che il Governo italiano ha inviato nei giorni scorsi all'Unione Europea. Adesso le promesse dovranno tramutarsi in fatti, ed in particolare nella messa a punto di norme tali da calmierare i prezzi di benzina e diesel alla pompa. D'altronde, rispetto a tanti altri Paesi europei, l'aumento dei prezzi dei carburanti si trasferisce inesorabilmente sui costi di trasporto e, a sua volta, sui prezzi finali ai consumatori, a partire dai generi alimentari. Basti pensare, in accordo con quanto messo in risalto dall'Associazione Adoc giovedì scorso, che in Italia ben l'85% delle merci viaggia su gomma.
Di riflesso, la liberalizzazione del settore dei carburanti, con misure chiaramente efficaci, sarebbe un toccasana per le famiglie e per le imprese che potrebbero ridurre i costi fissi per i prodotti energetici.