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Secondo quanto riportato dal Codacons, con l'ennesimo aumento delle accise sulle benzina, inserito nella Legge di Stabilità, il Governo potrà fregiarsi di un record nazionale a carico degli automobilisti, una delle categorie più stangate non solo coi carburanti, a anche con l'inasprimento della tassazione sull'Rc auto, e con l'aumento dell'imposta provinciale di trascrizione.
In molti settori dell'economia italiana le barriere e le pressioni corporative frenano la concorrenza e lo sviluppo. Siamo un Paese ingessato, da anni, che non sa crescere, e che ora rischia di franare sotto i colpi della speculazione internazionale. Al punto che oramai è l'Ue che detta la politica economica italiana scrivendo delle lettere con le misure da adottare. Ma la politica sembra non riuscirci per meri interessi elettorali; con la conseguenza, ad esempio, che liberalizzando lo Stato ed i consumatori potrebbero risparmiare, ma ciò non accade. Anzi, prendendo a riferimento il settore dei carburanti, oltre alla mancata liberalizzazione del mercato della distribuzione, chiesta a gran voce dalle Associazioni di categoria dei benzinai, c'è anche da considerare l'aumento persistente delle accise.
Secondo quanto riportato dal Codacons, con l'ennesimo aumento delle accise sulle benzina, inserito nella Legge di Stabilità, il Governo potrà fregiarsi di un record nazionale a carico degli automobilisti, una delle categorie più stangate non solo coi carburanti, ma anche con l'inasprimento della tassazione sull'Rc auto, e con l'aumento dell'imposta provinciale di trascrizione.