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La Banca Centrale Europea riporta il tasso di riferimento di nuovo al minino storico. Ma i mutui sono sempre cari, carissimi!
La Banca centrale europea, presieduta da Mario Draghi, ha tagliato ieri il costo del denaro di riferimento nell'Eurozona, che passa dall'1,25% all'1%, ovverosia su quel livello che nei mesi scorsi è stato il minimo storico. In passato un abbassamento dei tassi sarebbe stato accolto con euforia, sia dai mercati azionari, sia da quelli obbligazionari; ma la situazione attuale, caratterizzata dalla crisi profonda dei debiti sovrani, non lascia spiragli di esultanza, così come i tassi sui mutui non scendono neanche con il taglio della Bce. A metterlo in evidenza nella giornata di ieri è stato il Blog Mutui nel sottolineare come nel nostro Paese i finanziamenti ipotecari, anche quelli a tasso variabile, vengano proposti con tassi molto alti rispetto a solo pochi mesi fa a causa dell'innalzamento della commissione fissa sui mutui, ovverosia il cosiddetto spread bancario.
A questo poi si aggiunge la moratoria sui mutui prima casa che, dopo essere stata prolungata, scadrà il 31 gennaio del 2012; al riguardo si spera, visto che ancora le famiglie sono in difficoltà, che l'ABI e le Associazioni di Consumatori trovino un accordo per prolungare la moratoria sui mutui prima casa almeno per altri sei mesi.