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Un lavoratore precario è tale in tutto e per tutto anche quando si presenta in banca. Ma è vita dura anche per i lavoratori col posto fisso.
I lavoratori precari e quelli autonomi sono tagliati fuori, quasi del tutto, dal circuito del credito. Le banche infatti concedono sempre più prestiti ai lavoratori a tempo indeterminato, e sempre meno a quei lavoratori senza posto fisso. Ma spesso non basta essere dei dipendenti pubblici o lavoratori a tempo indeterminato nel settore privato per ottenere un prestito. A metterlo in evidenza è il Blog Prestiti nel sottolineare come gli istituti di credito non ci pensino due volte a chiudere il rubinetto del credito nel caso in cui il lavoratore a tempo indeterminato operi in un settore dell'economia ritenuto a rischio tenendo conto anche dell'attuale congiuntura, decisamente pessima.
Non sorprende di conseguenza il dato secondo cui nel primo quarto di quest'anno il 74,2% delle richieste di prestito è stato avanzato dai lavoratori a tempo indeterminato rispetto ad una percentuale del 63,8% rilevata nello stesso trimestre dell'anno precedente. Il precario quindi è tale non solo sul posto di lavoro, ma anche faccia a faccia col dipendente bancario al quale si rivolge per ottenere credito.